FOTO DI VIAGGI IN GIRO PER IL MONDO, VERSIONI SCARICABILI PER CHI AMA COLORI, FORME E VITA DEGLI ALTRI, LA TERRA NON E' PIATTA, MA A FORMA DI COGLIONE SCHIACCIATO AI POLI, BUONA VISIONE
DOVE PUOI LIBERARTI, DOVE LE PAROLE HANNO UN SENSO SOLO SE TRAVOLTE DA EMOZIONI, DOVE L'ANIMA SI PLACA SOLO SE LE PAROLE AVVELENANO LA CARNE, DOVE IL PIACERE DEVE ESSERE E NON APPARIRE, IN UN MONDO VUOTO, SOLO LA POTENZA DELLE PAROLE PUO' FARE QUALCOSA DI MAGICO ED ETERNO
Post più popolari
-
OGGI IO ATRIA ROBERTO GENIO DI INSANA FOLLIA, IN UN ETERNO MOMENTO DI LUCIDITA' 23 FEBBRAIO 2011 ALLE VENTITRE E TRENTA DI QESTO GIORNO ...
-
Anche quest'anno abbiamo dato gioia ai bambini e forma al colore, grazie alla collaborazione di chi ha perso sonno e tempo dietro ai mie...
-
Gente di Asso e dintorni, venite numerosi a degustare cibo da strada, arte e cultura, vi aspettiamo numerosi nel comune di Asso pre...
-
Buongiorno presentiamo adesso due artiste del bello, creatrici di gioie, qui di seguito alcune opere che lasciano intravedere fantasia, luce...
-
GIUSI PUGLISI Sono abbastanza un'esplosione, una scintilla nella quiete di giorni in cui cerchi di andare avanti e la vita ti col...
-
Gente se c'è qualcunoche pensa che la vita sta diventando sempre più squallida, se c'è qualcuno che pensa che dovremmo schizzare un ...
-
ED ECCO A VOI LA PICCOLA DEL GRUPPO, OVVIO PICCOLA SOLO ANAGRAFICAMENTE PARLANDO, HA UNA MANO LEGGERA E UN TOCCO FANTASTICO, PITTRICE CHE SI...
-
Buongiorno signori, io Roberto Atria in data 17 marzo venerdì, presento a voi una grande artista, una grande persona, una cara amica, Paola...
sabato 14 marzo 2020
lunedì 17 febbraio 2020
RIFLESSIONI
Un mondo
Sguardo trasognante, testa piena di pensieri e notizie che corrono più veloci del sangue nelle mie vene.
Immagino un mondo dove non ci sia la sofferenza, dove ogni popolo abbia avuto il proprio sviluppo coi propri tempi, niente colonialismi del cazzo, nessuno si arricchisca a spese di vite, esseri umani considerati poco più di niente, fame malnutrizione morte, questo è quello che ho immaginato.
Vedo mamme preoccuparsi dei propri figli, appena una linea di febbre, supposte e medico, vedo figli dei figli morire per un pezzo di pane, vedo vite spezzate dal freddo.
Fabbricanti di morte fondano il proprio benessere sull’incoscienza di una mano assassina che si muove negli angoli più remoti di questo grande meraviglioso mondo, armi ovunque in mano a cervelli azzerati, in mano a gente frustrata, che strage dopo strage in nome di Dio siano assolti.
Vedo uomini accerchiare altri uomini per un piccolissimo pezzo di terra, vedo anime resistere fino all’ultimo respiro perché niente è più inutile che morire senza aver lottato.
Certo nei miei pensieri di uomo solo non trovo soluzione, perché soluzione non esiste, abbiamo fuso malattie e virus così da renderli immortali, niente cure per le nostre malattie, niente vaccini per peste nera, che la morte sia l’unico rimedio a tutto questo, perché le vite che si spengono erano vite inutili.
Dov’ è Dio in questi periodi, affaticato dalla creazione sarà a riposo, sarà in vacanza su un altro pianeta da lui creato, affidiamo sempre a lui gli ultimi pensieri anziché usarli come monito a chi rimane perché nessun insegnamento è più grande dell’esperienza di chi ha vissuto a lungo in questo mondo.
Che Dio ci aiuti pensiamo, ma basta un cattivo pensiero perché tutto vada male, fame, guerra, distruzione, ecco quello a cui assistiamo giorno dopo giorno, anno dopo anno senza che nessuno riesca a farci niente, ecco quello che vedo, oltre il buio il niente.
Non ci sto, non mi sta bene, certo ci sono le marce di protesta, cortei urlanti di gente che solleva il problema, si marcia lungo le vie di qualche città, un puntino in un buco di culo, urla che rimarranno inascoltate.
Segregazione, muri costruiti intorno a proprietà che non appartengono a nessuno, guardando quei muri viene in mente che ognuno possa portarsi dietro qualcosa dopo la morte, ci si innamora di tutto ciò che è materiale e ci si dimentica di vivere e far vivere anche gli altri, la sera si guarda distrattamente la tivù e la notizia che più fa rabbrividire e l'aumento del canone rai, mentre nel mondo si muore e si muore perché tu non hai alzato un dito per dimostrare il tuo disaccordo.
Basta poco per comprendere il dolore, ma è doloroso perdere il niente che ogni giorno conquistiamo.
Restiamo umani, si Vittorio restiamo umani.
IL MONDO RINGRAZIA
I BAMBINI DEL MONDO RINGRAZIANO
MAMMA NON HO FAME OGGI
lunedì 13 gennaio 2020
UN TEMPO SALVAVAMO LE PERSONE
VOGLIO RACCONTARVI UNA STORIA, LA STORIA DI QUEL MARINAIO CHE RICORDA COME UNA VOLTA SI SALVAVANO LE PERSONE, DI QUANTA FIEREZZA C'ERA IN QUEL GESTO E DI QUANTO AMORE SI PROVASSE NEL SALVARE UN BAMBINO DALLA FURIA DELLE ONDE.
SALVATORE FAVIA ERA UNO DEI MARINAI DI QUELL'EQUIPAGGIO CHE TRASSERO IN SALVO UN BARCONE CON NOVANTA FUGGITIVI DALLA GUERRA, QUELLA DEL VIETNAM, IL MARINAIO RICORDA CHE SI ERA IN PIENA GUERRA FREDDA, E CHE GLI STATI UNITI LASCIANDO IL VIETNAM IN MANO AI VIETCONG AVEVANO ANCHE CONDANNATO LA POPOLAZIONE RIMASTA ALLE PERSECUZIONI DEI COMUNISTI DEL NORD.
MOLTE NAVI E BARCONI PARTIRONO CARICHI DI PROFUGHI PROVENIENTI DAL VIETNAM, RICORDA IL MARINAIO SALVATORE FAVIA CHE RICEVETTERO UN MESSAGGIO CRIPTATO CHE GLI CHIEDEVA D'INTERVENIRE IN SOCCORSO DI QUELLA POPOLAZIONE, ANCHE SE DISTANTE, ANCHE SE NOI NON C'ENTRAVAMO NULLA.
LA NAVE COMPI' UN' IMPRESA UNICA NEL SUO GENERE, IN POCHI GIORNI ATTRAVERSO' IL CANALE DI SUEZ E RAGGIUNSE SINGAPORE, DOVE COMINCIARONO AD INCROCIARE IMBARCAZIONI CARICHE DI DOLORE, CARICHE DI PIETA', SEMBRAVANO DELLE FORMICHE DICEVA, MA ERANO ESSERI UMANI.
GLORIA NEL RICORDO DI CIO' CHE FUMMO E DI CIO' CHE ABBIAMO PERSO NEGLI ANNI, GLORIA A QUEI MARINAI CHE TRAVESTITI D'AMORE SI TRASFORMARONO IN EROI.
SALVATORE FAVIA ERA UNO DEI MARINAI DI QUELL'EQUIPAGGIO CHE TRASSERO IN SALVO UN BARCONE CON NOVANTA FUGGITIVI DALLA GUERRA, QUELLA DEL VIETNAM, IL MARINAIO RICORDA CHE SI ERA IN PIENA GUERRA FREDDA, E CHE GLI STATI UNITI LASCIANDO IL VIETNAM IN MANO AI VIETCONG AVEVANO ANCHE CONDANNATO LA POPOLAZIONE RIMASTA ALLE PERSECUZIONI DEI COMUNISTI DEL NORD.
MOLTE NAVI E BARCONI PARTIRONO CARICHI DI PROFUGHI PROVENIENTI DAL VIETNAM, RICORDA IL MARINAIO SALVATORE FAVIA CHE RICEVETTERO UN MESSAGGIO CRIPTATO CHE GLI CHIEDEVA D'INTERVENIRE IN SOCCORSO DI QUELLA POPOLAZIONE, ANCHE SE DISTANTE, ANCHE SE NOI NON C'ENTRAVAMO NULLA.
LA NAVE COMPI' UN' IMPRESA UNICA NEL SUO GENERE, IN POCHI GIORNI ATTRAVERSO' IL CANALE DI SUEZ E RAGGIUNSE SINGAPORE, DOVE COMINCIARONO AD INCROCIARE IMBARCAZIONI CARICHE DI DOLORE, CARICHE DI PIETA', SEMBRAVANO DELLE FORMICHE DICEVA, MA ERANO ESSERI UMANI.
GLORIA NEL RICORDO DI CIO' CHE FUMMO E DI CIO' CHE ABBIAMO PERSO NEGLI ANNI, GLORIA A QUEI MARINAI CHE TRAVESTITI D'AMORE SI TRASFORMARONO IN EROI.
lunedì 28 ottobre 2019
L'ASSURDO ANIMALE, L'ESSERE UMANO
Nguyen Ngoc Loan crebbe in una
famiglia di undici figli, figlio di facoltoso ingegnere, scelse la carriera
militare come pilota aeronautico, fece massacrare parecchie centinaia di
soldati ribelli e oltre cento civili
Nguyễn Ngọc Loan era un generale di brigata dell'Esercito della
Repubblica del Vietnam, posto a capo della polizia nazionale, accusato di
essere sanguinario in seguito ad un fatto di cronaca immortalato in una
fotografia che fece il giro del mondo.
Nguyễn, infatti, giustiziò
sommariamente e brutalmente Nguyễn Văn Lém, un prigioniero Viet Cong,
di fronte ad un cameraman dell'NBC e ad un fotografo dell'Associated
Press, Eddie Adams, il 1º febbraio del 1968; benché taciuta alla
pubblica opinione, l'accusa nei confronti del Viet Cong sommariamente
giustiziato era quella di avere assassinato alcuni famigliari del generale
Loan.
Nella foto, Nguyễn Văn Lém è prigioniero, le sue mani sono
state legate ed è di fronte ai giornalisti. Il Generale Loan, estratto il suo
revolver, tranquillamente uccide il prigioniero con un singolo colpo alla
tempia destra.
Lasciò il Vietnam durante la caduta di Saigon, nel 1975.
Nonostante fosse accusato di avere violato palesemente la Convenzione di Ginevra, non fu mai
perseguito per crimini di guerra grazie alla protezione degli Stati Uniti
d'America.
Si rifugiò in Virginia ed aprì un ristorante pizzeria,
ma dovette venderlo dopo che il suo passato fu di nuovo di dominio pubblico nel
1991, quando un cliente abituale gli scrisse "sappiamo chi sei" su
una porta del suo ristorante.
Oriana Fallaci andò ad
intervistarlo nel ristorante di sua proprietà (Intervista con la storia).
È morto di cancro il 14 luglio
1998 a Burke, in Virginia, un sobborgo di Washington (distretto di Columbia).
La vedova di Lém confermò che suo marito era un membro dei
Việt Cộng e che non lo vide più dopo l'inizio dell'offensiva del Têt. Benché
alcuni critici ancora sostengano che l'azione di Nguyễn Ngọc Loan abbia violato
la convenzione di Ginevra per il trattamento
dei prigionieri di guerra (Nguyễn Văn Lém non stava portando un'uniforme né
stava combattendo contro presunti soldati nemici, come è risultato dalla
commissione contro i crimini di guerra), i diritti di prigioniero di guerra venivano accordati
ai Việt Cộng a condizione di essere catturati durante le operazioni militari;
quelli considerati come guerriglieri erano soggetti soltanto alle leggi del
governo sud-vietnamita, che in ogni caso non prevedevano la morte senza
processo per i prigionieri.
Tuttavia il vietcong in questione era stato arrestato dopo
che aveva tagliato la gola ad un ufficiale sud vietnamita, sua moglie e sei dei
suoi figli (uno dei quali sopravvisse) per essersi rifiutato di mostrare ai
vietcong come operare dei carri armati che erano stati catturati da questi e di
conseguenza, in base alla Convenzione di Ginevra del 1949, l'ufficiale vietcong
Nguyễn Văn Lém aveva violato lui stesso le leggi di guerra in merito ai
prigionieri e non portando con se un'arma e una divisa che stabilisse la sua
appartenenza, non poteva essere considerato come prigioniero di guerra, ma
semmai come franco tiratore, dove, per le leggi internazionali, il franco
tiratore (o unlawful combatant in inglese) che si macchia di crimini di guerra
può essere giustiziato dagli organi competenti, posto a seguito di un
regolare processo; tuttavia, nel 1968, questa regola veniva generalmente
interpretata come se il franco tiratore avesse diritto ad un processo, a
meno che condizioni particolari ed eccezionali impediscano agli organi
competenti di giudicare l'imputato (come poteva essere interpretata nel caso
dell'offensiva del Tet, che aveva quasi comportato l'invasione del Vietnam del
Sud): in quel caso il franco tiratore poteva essere giustiziato dall'ufficiale
superiore in comando dell'unità militare e solo con successivi chiarimenti
della interpretazione stessa, si stabilì l'inviolabilità della sentenza di un
processo militare per giustificare l'esecuzione.
Saigon, 1 febbraio 1968: un Viet Cong era stato catturato sul luogo di
una strage di civili, una
trentina di corpi gettati in una fossa dai guerriglieri nordvietnamiti. Eddie
Adams, fotoreporter della Associated Press, era sul posto e
cominciò a scattare mentre il prigioniero in camicia a scacchi, calzoncini
corti, scalzo, veniva circondato da soldati dell’Esercito del Sud Vietnam. Lo
portarono fino alla jeep del comandante sudvietnamita, il generale Nguyen Ngoc
Loan. L’ufficiale scese dal veicolo, tirò fuori la pistola, la puntò alla
tempia del ragazzo Viet Cong. E sparò. Una frazione di secondo, la macchina
fotografica di Adams colse l’orrore del volto che si contraeva, poi il corpo a
terra, rattrappito negli spasimi della morte.
sabato 26 ottobre 2019
Piccoli cadaveri colpevoli
Ora vi traduco in pochi passaggi ciò che sta facendo quel porco di Erdogan e la sua manica di "mamma li turchi" fondamentalisti islamici.
Ho trovato un documento di Savvas Kalèndéridès, ( Brigadiere dell’esercito terrestre greco, diede le dimissioni nel 2000, dopo la cattura del leader kurdo Abdullah Öcalan da parte della CIA, del Mossad e del MIT turco. Kalèndéridès si trovava allora in missione di accompagnamento a Nairobi (Kenya) per conto dell’intelligence greca. Molto popolare in Grecia e a Cipro, è autore di numerosi saggi di analisi geopolitica ).
Il Kurdistan è un paese di milioni di abitanti che abitano in una terra compresa fra Siria, Iraq e Turchia, partiamo dal fatto che se ci abitano e sono lì da un po' di centinaia di anni hanno il diritto di esserci e di viverci, visto che il pianeta terra anche se tutto lottizzato non è di proprietà del più forte, questo popolo ha lottato contro la barbarie dei terroristi dell'ISIS, si sono difesi da attacchi con gas da parte degli iracheni e adesso devono difendersi da un'ulteriore tagliagole di nome Erdogan, mi chiedo perché, e non trovo la risposta in un fondamentalismo religioso, ma trovo solo interessi geo-politici ed economici da parte di potenze straniere, molti stati hanno interesse a far passare oleodotti che sbocchino nel Mediterraneo, molti paesi passerebbero su inermi cadaveri di bambini colpevoli di essere stati partoriti in quel posto così importante per molti.
Facciamo un punto della situazione, anzi tre punti principali.
In cima, Washington si scontra
sostanzialmente con Mosca, ma non è un guerra diretta, in realtà avviene per
interposizione. L’obiettivo è dividere la torta geo-energetica e geopolitica.
Al secondo livello, Teheran
contro Tel Aviv, Iran contro Israele. L’Iran vuole creare un corridoio sulla
linea Tehran-Baghdad-Damasco che gli darà l’opportunità di sostenere Hezbollah
in Libano con armi e tutto il resto, e naturalmente gli permetterà una presenza
geopolitica nel Mediterraneo, grazie agli stretti legami col governo di Assad.
Israele, a sua volta, cerca di creare una zona cuscinetto per impedire la
creazione di questo corridoio. L’Iran combatte al fianco di Assad, Hezbollah e
Russia, per raggiungere questo obiettivo strategico.
Israele, da parte sua, effettua
attacchi aerei contro obiettivi di Hezbollah sul territorio siriano, mentre
utilizza l’alleanza con Stati Uniti, curdi e arabi sunniti per impedire la
creazione del "corridoio sciita".
Grazie Trump, grazie Putin, grazie potenti, ovunque voi siate, le vostre ricchezze non vi compreranno l'anima quando sarete morti e chiamati a rispondere di un genocidio di bambini innocenti.
Roberto Atria
Ho trovato un documento di Savvas Kalèndéridès, ( Brigadiere dell’esercito terrestre greco, diede le dimissioni nel 2000, dopo la cattura del leader kurdo Abdullah Öcalan da parte della CIA, del Mossad e del MIT turco. Kalèndéridès si trovava allora in missione di accompagnamento a Nairobi (Kenya) per conto dell’intelligence greca. Molto popolare in Grecia e a Cipro, è autore di numerosi saggi di analisi geopolitica ).
Il Kurdistan è un paese di milioni di abitanti che abitano in una terra compresa fra Siria, Iraq e Turchia, partiamo dal fatto che se ci abitano e sono lì da un po' di centinaia di anni hanno il diritto di esserci e di viverci, visto che il pianeta terra anche se tutto lottizzato non è di proprietà del più forte, questo popolo ha lottato contro la barbarie dei terroristi dell'ISIS, si sono difesi da attacchi con gas da parte degli iracheni e adesso devono difendersi da un'ulteriore tagliagole di nome Erdogan, mi chiedo perché, e non trovo la risposta in un fondamentalismo religioso, ma trovo solo interessi geo-politici ed economici da parte di potenze straniere, molti stati hanno interesse a far passare oleodotti che sbocchino nel Mediterraneo, molti paesi passerebbero su inermi cadaveri di bambini colpevoli di essere stati partoriti in quel posto così importante per molti.
Facciamo un punto della situazione, anzi tre punti principali.
In questa regione, da 27 anni, da quando Saddam invase il kuwait, c’è una
guerra che può durare ancora a lungo. Questa guerra si svolge su tre livelli:
Al livello inferiore, la guerra si svolge su due campi di battaglia. In
Iraq, dove Stati Uniti, curdi ed esercito iracheno (sostenuto dagli iraniani)
combattono il cosiddetto Stato islamico (SI).
L’altro campo di battaglia è in Siria, dove le cose sono complicate.
Russia, Siria e Iran combattono su tre fronti: contro lo SI, contro
l’opposizione siriana e contro il ramo di al-Qaida, Jabhat al-Nusra. Allo
stesso tempo, gli Stati Uniti sostengono i curdi e le forze democratiche
siriane (SDF) nella lotta contro lo SI, divenuta una corsa su chi, Stati Uniti
o Russia, controllerà i giacimenti di idrocarburi della Siria orientale.
Allo stesso tempo, gli Stati Uniti continuano a sostenere parte
dell’opposizione siriana nel sud e sud-est del Paese contro il governo di
Assad, Hezbollah e gli iraniani, mentre preparano operazioni contro Jabhat
al-Nusra ad Idlib.
In questo quadro manca la Turchia, la cui politica è crollata come un
castello di carte, quando, da sostenitrice dell’opposizione siriana con Stati
Uniti e Israele, diveniva alleata dello SI contro i curdi. E quando i curdi
schiacciarono lo SI, Erdogan si rivolse a chiunque fosse contro di loro.
Bene, mi pare chiaro che comunque sia, gli interessi economici sono di gran lunga superiori all'essere umano in genere, tutti questi morti, tutti questi sfollati, sono poca cosa rispetto al potere e ai soldi.
Oggi guardavo mio figlio e a un certo punto gli ho chiesto scusa, gli ho chiesto scusa per il mondo di merda in cui l'ho portato, gli ho chiesto scusa per i suoi amici e compagnetti coetanei curdi che oggi hanno sofferto e non hanno neanche mangiato, gli ho chiesto scusa perché un domani gli dovrò spiegare perché, e spero che lui possa essere migliore di noi, scusa figlio mio anche io mi sono adeguato a questa vita, anche io sono come loro, allora condivido tutto questo perché qualsiasi padre possa chiedere scusa ai propri figli e possa ravvedersi.
Grazie Trump, grazie Putin, grazie potenti, ovunque voi siate, le vostre ricchezze non vi compreranno l'anima quando sarete morti e chiamati a rispondere di un genocidio di bambini innocenti.
Roberto Atria
domenica 20 ottobre 2019
UN EROE
Ho letto un libro e ho incontrato un eroe, un resoconto, una conta di morti, un uomo che il coraggio ha reso mito, che ha lasciato un vuoto nella storia di un popolo che non gli apparteneva, i palestinesi.
Un popolo martoriato da ogni sorta di arma non convenzionale, un popolo inseguito, accerchiato e lasciato a morire fra atroci sofferenze, un popolo scacciato dalle proprie case, dalle proprie terre, la cui sola colpa è di essere situata in " Terrasanta ", già santa , una terra dove risiedono tutte le divinità di tutte le religioni, una terra dove la guerra risiede sovrana.
E tu Vittorio hai trovato il coraggio di dire restiamo umani, io mi chiedo come si possa rimanere umani davanti a dei piccoli corpicini smembrati, corpicini senza colpa e senza peccato, corpicini che non sanno neanche perché succedano queste cose.
I tedeschi hanno sterminato gli ebrei, almeno ci hanno provato, gli ebrei uccidono gli arabi e gli arabi continuano ad uccidere gli ostaggi, questa è la novità.
Ecco la fine che ha fatto Vittorio Arrigoni, bendato, torturato e strangolato, la sua colpa?? cercare di proteggere i deboli, coloro che perderanno la guerra perché poveri e deboli, già perché da che mondo è mondo il più debole ha sempre torto e il più forte ha sempre ragione, Vittorio uno spirito guerriero, uno che aveva trovato se stesso e la sua ragione di vita cercando di proteggere i più deboli, gli ultimi, lo hanno visto scortare pescatori e ambulanze, lo hanno visto protestare pacificamente nelle campagne e lo hanno visto raccogliere anime senza corpi dalle strade di Gaza.
Eppure Vittorio Arrigoni in mezzo ai bombardamenti, in mezzo all'inferno di una terra santa continuava a ripetere, " restiamo umani ".
Originario di Lecco una cittadina del nord Italia ha lottato senza sosta fino a quel triste giorno del 2011, il giorno in cui anche lui ha avuto il suo posta in uno di quei paradisi per cui si è lottato, per cui si è morti. R.I.P.
Un popolo martoriato da ogni sorta di arma non convenzionale, un popolo inseguito, accerchiato e lasciato a morire fra atroci sofferenze, un popolo scacciato dalle proprie case, dalle proprie terre, la cui sola colpa è di essere situata in " Terrasanta ", già santa , una terra dove risiedono tutte le divinità di tutte le religioni, una terra dove la guerra risiede sovrana.
E tu Vittorio hai trovato il coraggio di dire restiamo umani, io mi chiedo come si possa rimanere umani davanti a dei piccoli corpicini smembrati, corpicini senza colpa e senza peccato, corpicini che non sanno neanche perché succedano queste cose.
I tedeschi hanno sterminato gli ebrei, almeno ci hanno provato, gli ebrei uccidono gli arabi e gli arabi continuano ad uccidere gli ostaggi, questa è la novità.
Ecco la fine che ha fatto Vittorio Arrigoni, bendato, torturato e strangolato, la sua colpa?? cercare di proteggere i deboli, coloro che perderanno la guerra perché poveri e deboli, già perché da che mondo è mondo il più debole ha sempre torto e il più forte ha sempre ragione, Vittorio uno spirito guerriero, uno che aveva trovato se stesso e la sua ragione di vita cercando di proteggere i più deboli, gli ultimi, lo hanno visto scortare pescatori e ambulanze, lo hanno visto protestare pacificamente nelle campagne e lo hanno visto raccogliere anime senza corpi dalle strade di Gaza.
Eppure Vittorio Arrigoni in mezzo ai bombardamenti, in mezzo all'inferno di una terra santa continuava a ripetere, " restiamo umani ".
Originario di Lecco una cittadina del nord Italia ha lottato senza sosta fino a quel triste giorno del 2011, il giorno in cui anche lui ha avuto il suo posta in uno di quei paradisi per cui si è lottato, per cui si è morti. R.I.P.
Iscriviti a:
Post (Atom)

















